Se viene la guerra Se viene la guerra non partirò soldato. Ma di nuovo gli usati treni porteranno i giovani soldati lontano a morire dalle madri. Se viene la guerra non partirò soldato. Sarò traditore della vana patria. Mi farò fucilare come disertore. Mia nonna da ragazzino mi raccontava: "Tu non eri ancora nato. Tua madre ti aspettava. Io già pensavo dentro il rifugio osceno ma caldo di tanti corpi, gli uni agli altri stretti, come tanti apparenti fratelli, alle favole che avrebbero portato il sonno a te, che, Dio non voglia!, non veda più guerre". Dario Bellezza (1944 - 1996)
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Titolo: Documento... Inserita nel sito da: anonimo
Hanno fuso l'ordigno di guerra con le mie dita troppo occupate a servirsi di cibi cannibaleschi e tutto il mondo è corso a vedere. Pene infranto e rotta condotta sono lì a farvi da guida: l'esperienza è maestra degli svogliati, i poveri d'immaginazione che rotolandosi nell'aldilà hanno voluto imprigionarvi. Voglia di fare temprata da consuetudini che hanno invece tremebonde pratiche: quelle di non sapere dove le hanno lasciate. Ed è il dovere a farti strada come fosse una sbiadita lanterna e spaccata che nulla illumina salvo che il tuo piede che sbaglia. Gli aeroplani hanno cominciato a sparare sulla folla poi hanno tradito così come è normale nella pioggia di ogni giorno e anche la sera. Ogni giorno tentano un tranello e ogni giorno torna la purezza e ogni notte mettono in dubbio quello che hanno fatto di giorno. Di giorno sognano; di notte vegliano; il pomeriggio dormono; la mattina pregano. Pregano che non se ne andrà così presto la vita che ha nascosto la morte per tanto tempo finché un giorno ritrovarono la notte stesa come un morto. Amelia Rosselli (1930 - 1996)
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Titolo: Promemoria... Inserita nel sito da: anonimo
Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola, a mezzogiorno. Ci sono cose da far di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra. Gianni Rodari (1920 - 1980)
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Titolo: Diario di Algeria... Inserita nel sito da: anonimo
Da "Diario di Algeria" Non sa più nulla, è alto sulle ali il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. Per questo qualcuno stanotte mi toccava la spalla mormorando di pregar per l'Europa mentre la Nuova Armada si presentava alla costa di Francia. Ho risposto nel sonno: - E' il vento, il vento che fa le musiche bizzarre. Ma se tu fossi davvero il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna prega tu se lo puoi, io sono morto alla guerra e alla pace. Questa è la musica ora: delle tende che sbattono sui pali. Non è musica d'angeli, è la mia sola musica e mi basta. - Vittorio Sereni (1913 - 1983)
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Titolo: Uomo del mio tempo... Inserita nel sito da: anonimo
Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, -t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero, gli animali che ti videro per la prima volta. E questo sangue odora come nel giorno quando il fratello disse all'altro fratello: "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace, è giunta fino a te, dentro la tua giornata. Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra, dimenticate i padri: le loro tombe affondano nella cenere, gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore. Salvatore Quasimodo (1901 - 1968)
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Titolo: La guerra che verrà... Inserita nel sito da: anonimo
non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente ugualmente.
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Titolo: Soldati... Inserita nel sito da: anonimo
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie
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Titolo: Non gridate piu... Inserita nel sito da: anonimo
Cessate d'uccidere i morti, Non gridate più, non gridate Se li volete ancora udire, Se sperate di non perire. Hanno l'impercettibile sussurro, Non fanno più rumore Del crescere dell'erba, Lieta dove non passa l'uomo.
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Titolo: Ombra... Inserita nel sito da: anonimo
Rieccovi accanto a me Compagni miei morti in guerra Oliva del tempo Ricordi che ormai fate un ricordo solo Come cento pelli fanno una sola pelliccia Come queste migliaia di ferite fanno un solo articolo di giornale Impalpabile e buia apparenza avete preso La forma instabile della mia ombra Un indiano in agguato per l'eternità E ombra mi strisciate accanto Ma non mi sentite più Non conoscerete più i poemi divini che canto Mentre io vi sento vi vedo ancora Destini Ombra multipla il sole vi conservi Voi che tanto mi amate da non lasciarmi mai E che ballate al sole senza far polvere Ombra inchiostro del sole Scrittura della mia luce Cassone di rimpianti Un dio che si umilia.
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Titolo: E' una gola di verz... Inserita nel sito da: anonimo
E' una gola di verzura dove il fiume canta impigliando follemente alle erbe stracci d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi. Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda, e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro, dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola, pallido nel suo verde letto dove piove la luce. I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno. O natura, cullato tiepidamente: ha freddo. I profumi non fanno più fremere la sua narice; dorme nel sole, la mano sul suo petto tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.
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